— Sempre la salute e sta sempre benone!
La smania di Remigia diventa febbre e cresce ogni giorno di grado. Con tutti gli altri, persino con l'avvocato Berlendis e con Narciso Gambara riesce ancora a contenersi abbastanza, ma sola con Mimì, dà in escandescenze:
— Lo fa apposta, quel... Giacomo, per farmi rabbia! Scommetto che c'è sotto mia sorella!
— Che ti salta in mente! — Mimì, è sconvolta, affannata per l'amica sua. — Che ti salta in mente?
— Sì! Sì! Non mi scrive nulla per farmi dispetto e c'è sotto mia sorella! Oppure, prima di decidersi in qualche cosa, invece di scrivere a me, scriverà a lei per consigliarsi e anche quell'ipocrita tirerà in ballo la salute!
— No, no! Remigia! non è possibile!
Mimì, non trattiene più le lacrime: le versa abbondantemente.
— Possibilissimo! Va là! Va là!... Io ne so più di tutti!... «L'acqua cheta rompe i ponti» direbbe lo zio Rosalì! E mammà, cara gioia, risponderebbe: «Acqua minuta, bagna e non è creduta!» Per fortuna, però, io, adesso, tengo Luciano nelle mie mani!
Ma ben presto Donna Maria Grazia è dimenticata e le ire contro di lei svanite. Anche se Giacomo non risponde a sua moglie per rassicurarla, questa è sicura, ormai, ch'egli sarà ministro. È stato chiamato anche Giacomo D'Orea al Quirinale per essere interrogato intorno alla crisi e al modo migliore e più costituzionale per risolverla, e i giornali, amici e avversari, gli attribuiscono una di quelle frasi che dicono molto, e per tutti i gusti, appunto perchè non dicono nulla: È il momento per gli uomini di buona volontà, di averne una. L'onorevole D'Orea sarà ministro. Adesso le inquietudini di donna Remigia sono soltanto per il portafoglio.
Quale sarà?