— Vieni alla prima della Manon.

— Certissimo! — Riflette un istante, poi soggiunge con un'alzata di spalle, — Giacomo non lo saprà nemmeno.

— Allora bisognerà fissare un palco, oggi stesso. — Don Luciano assume un'aria di grande importanza. — È già venduto più di mezzo teatro!

In fatti Fanfan Trécoeur era stata preceduta a Roma dall'eco clamorosa del grande successo a Milano, al Dal Verme. Tre sere di trionfo e tre piene, costate a don Luciano, complessivamente, una cinquantina di mille lire. Ma la gloria... è cara; e per dare la scalata alla Scala, bisogna cominciare col Dal Verme e passare dal Costanzi e dalla Pergola. — Dunque intesi! Mi prendi un palco e andiamo insieme!

Il cognatino rimane esitante: l'altra capisce a volo.

— Sicuro! Quella sera, sarai impegnatissimo! Avrai da dirigere, da guidare la claque! Vuoi che per l'occasione ti ceda il capitano? Senza complimenti! — Remigia è indispettita. — Andrò al Costanzi con Mimì!

— Perchè, con Mimì? — Luciano cerca di rasserenarla. — Ne troverai, qui, di amiche e di conoscenti, quante ne vuoi! Intanto, la marchesa della Gancia!

— Quanita? — esclama Remigia con gioia.

— Un'idea! Stamattina, visto che non sei ancora in ordine, t'invito io a colazione, e vado a invitarti anche i della Gancia.

— Al Grand hôtel?