Giacomo ha paura che sua moglie incominci con le felicitazioni e i complimenti; però, soggiunge, per cambiar discorso:

— Dunque, hai fatto colazione al Grand hôtel con Luciano? Io ho avuto appena il tempo di bere un po' di tè e mi scuserai se non ti sono venuto incontro. Del resto, che io sarei stato molto occupato in questi giorni, lo sapevi già.

— E io non ti ho fatto nessun rimprovero. Ho trovata la cosa naturalissima; non è vero, Mimì?

— Certamente, naturalissima! — risponde l'eco sicura.

— Chi è al sommo... della cosa pubblica... Chi ha da reggere... il timone dello Stato...

Sua Maestà Remigia Iª avrebbe in animo di fare un bel discorsetto, ma Giacomo l'interrompe.

— Hai trovato qualche persona di conoscenza al Grand hôtel?

— Sì! C'erano moltissimi amici nostri.

Giacomo la fissa, scrollando il capo.

— No, no, amici nostri! Quando parli di moltissimi amici, devi dire miei, cioè tuoi! Io ne ho avuti due soli, in vita. Uno è morto e l'altro è al Transvaal!