— Vieni con noi! Per non farti vedere resterai in fondo al palco!
— Uhm!... Temo di far male...
— Perchè?
— Parliamoci chiaro: tua sorella, intanto, non lo saprà!
— Lo sapesse anche, non è a Roma!
— E poi si tratta del Costanzi, e di una stagione senza etichetta e senza formalità.
Remigia non vuol altro che farsi un po' pregare e lasciarsi persuadere; trova ottime per ciò tutte le ragioni e mentre il marchese Pio continua a bisbigliare come se recitasse una giaculatoria, «non si fa male che a far del male», ella rivolge al D'Entracques un sorrisetto tenero e un'occhiata espressiva:
— Ma... cito, mi raccomando, col suo collega dei Lavori Pubblici!
La Capodimare, che libri e teatri vuol sempre goderli gratis, lascia a Remigia anche la cura di prendere il palco.
Grandi abbracciamenti, nuove espansioni, tenerezze. Remigia, che comincia a sentirsi stanca, trova la scusa solita di Giacomo.