— Non guardarmi, soltanto! Rispondi!
— Sì...
— Allora non piangere sempre, quando ti fa comodo, per mettermi dalla parte del torto! Tu, a furia di rabbonirlo e di lisciarlo a fin di bene, — questo volevo dire — ti lasci raggirare!... Lui si vale di te per sorvegliarmi e per spiarmi.
A questo punto Mimì si ribella:
— No! Mai! Tu offendi lui e offendi me!
Remigia, alla prima e inaspettata rivolta, si raddolcisce subito.
— Io non so spiegarmi, scusa, o tu non mi vuoi capire. Non è colpa tua se «quello là» con tutta la sua politica, riesce, come t'ho detto, a raggirarti bravamente. Te ne supplico, gioia, sono tanto nervosa io e infelice! Non diventare nervosa anche tu... o non posso più vivere! Più, più, proprio più! — Le dà un bacio e l'altra se la stringe al cuore.
C'è un breve silenzio, poi Remigia domanda pianino: — Di che cosa avete parlato, tutta la sera?
La Carfo risponde balbettando:
— Abbiamo parlato... così... un po' di tutto!... Persino di politica!