— Perchè è da matto un amore senza speranze e pieno di gelosia!
Remigia abbassa il capo e rimane muta, immobile, come trafitta da quelle parole. Poi con la piccola mano inguantata si nasconde e si preme forte gli occhi:
— Ah! Mio Dio! Mio Dio!
Il generale la guarda.
— Piange?
Remigia preme più nervosamente la mano sugli occhi, poi la lascia cadere abbandonata sulle ginocchia.
I suoi occhi luccicano nell'ombra.
— Piange?...
— Mi ha dato un gran dolore! Potevo illudermi, ora no, più. Ora no, più, tutto l'incanto è rotto!
Il generale non capisce bene, ma si sente commosso ed è pentito di aver parlato. Quella donnina, così giovine e fragile, lo turba con tutto ciò che ha di ignoto e di arcano l'innocenza e la verecondia.