— Appunto! — Ma il signor Zaccarella non ha finito. Anzi, deve avere qualche grave comunicazione da fare, perchè fissando la signora duchessa, fa un cenno verso la contessina Carfo.
— Mimì! Gioia!... Dov'è andata la Carolina?
— Di sopra, credo; in camera sua!
— Ti prego: vuoi dirle di prepararmi il vestito... quello rosso, di foulard? — No! No! — quello di tela bianca! Si sente già, a quest'ora, che oggi deve fare un caldo tropicale!
Appena uscita Mimì, lo Zaccarella si avvicina al letto e porge alla signora duchessa la lettera e il giornale.
Remigia guarda la lettena.: — È di mammà! Tesoro! — La butta sul copripiedi. — La leggerò con comodo. — Prende, apre il giornale. — C'è qualche cosa?
Il signor Zaccarella risponde di sì, ma oscurandosi in faccia.
— Ah, mio Dio! Che cosa c'è? — Remigia, spaventata, si tira più su contro i guanciali.
— Legga, in terza pagina; lì.
Remigia legge dove l'altro le indica col dito.