— È lei e non suo marito che regge il ministero dei Lavori Pubblici!... Lei, fa nominare nei posti più ambiti e delicati, dove occorrono capacità tecniche, capacità... giovani! È accusata di corruzione per aver fatto approvare alla lesta e alla sordina, «efficace propiziatore un altro... bel giovane bolognese» un contratto, una cessione di forza d'acque, oneroso per l'erario, e vantaggioso, al cento per cento, per gli azionisti, «una banda, non musicale, di affaristi italo-svizzeri, capitanata dal famigerato avvocato Berlendis e da un negriero delle finanze, un italo-svizzero e soprattutto egiziano, commendatore emerito, reduce... dal fallimento!

— Giacomo... Giacomo... Dio! Dio!... Non sappia niente! — Remigia ormai non vede, non teme che la collera di suo marito. Stringe più forte le mani, si stringe tutta al D'Entracques mormorando con un tremito pauroso, disperato: — Mi ammazza! Mi ammazza! Mi ammazza!...

— Apposta sono corso, per avvertirla! Per prepararla! Per salvarla, se sarà possibile!

— Faccia sopprimere tutte le copie, sequestrare l'Allarme...

— Non si può e si farebbe peggio! E poi è tardi. L'Allarme esce adesso, se non è già uscito! Domani, tutti i giornali pro o contro, per assalirci o per difenderci, propagheremo lo scandalo. Noi tenteremo di sventare il colpo, ma si riuscirà?

Il generale si leva la lente dall'occhio e la caccia nel taschino del gilet con un moto di stizza, dopo il quale riprende con più calma:

— Io sarei ben contento di andarmene, perchè se ci sto... è soltanto perchè ci sono comandato; ma andarmene, — parbleu! — di mia spontanea volontà! Non essere cacciato fuori perchè lo scandalo ha colpito il Gabinetto rosa, come chiama adesso l'Allarme, il nostro ministero! — Il D'Entracques batte energicamente il piede per terra. Il lampadario traballa, tintinnando; traballano i ninnoli sui palchettini e Remigia si butta attraverso il canapè, nascondendo la faccia contro i cuscini, scoppiando in lacrime.

Il generale... a quelle lacrime, a quella disperazione, alla vista di quelle spalle gracili che sussultando all'urto dei singhiozzi, rompono l'onda d'oro, accavallata, dei bei capelli, il generale... Sparisce il generale! Sparisce il senatore, il ministro, non resta più che il D'Entracques, l'uomo, l'innamorato!

Invece di continuare a infuriarsi, cerca le parole per consolare, per calmare Remigia e per scusare sè stesso.

Il flutto aureo dei lunghi capelli biondi ha sepolto l'Allarme, ha allontanato ogni timore di scandalo e dilegua insieme anche quella sua collera resa più furibonda dalla gelosia dello Staffa e di Narciso Gambara.