Re Faraone, che comincia anche lui a diventar geloso come Totò, e, quel ch'è peggio, senza accorgersene, le siede accanto e brontola con la voce roca:

— Tutto il santo giorno, tennis!... Tutta la santa sera, salti!... È un'esagerazione!... Una fatica... malsana! Così perderete tutti i vantaggi del clima, della montagna...

Remigia, facendosi vento mollemente, cantarella sottovoce, fissandolo:

— Papà baröne... Simpaticöne...

L'altro non resiste; lancia in giro un'occhiata, la duchessa Cristina non c'è; barba-bianca non c'è. C'è soltanto Totò che spia, ma quello non conta... Il Danova, pone la mano sulle ginocchia della duchessina e preme leggermente:

— Siete rossa rossa... accesa e tutta spettinata!

— Devo essere brutta!... Un orröre!...

Il Danova passa dal dispetto geloso all'esaltamento, e si sfoga con immagini e similitudini addirittura mussulmane:

— Siete tutta una rosa, viva, animata... — Avvicina il naso fiutando, — profumata!... E che bocca! Il paradiso di Maometto!... Tutto il paradiso di Maometto!... Ditemi, da brava, dove potrei trovare una bocca simile, come la vostra?... La pagherei... mezzo milione!

L'Idola ride: un riso che sembra un invito ai baci.