— Appunto, perchè non mi faccia cattiva impressione, lo sposerò senza pensarci.

— Che orrore! Che orrore! I baci di quell'uomo!... Un bacio solo di quell'uomo!... C'è da morire di ribrezzo! C'è da morir soffocata!

Remigia scrolla ancora la testa poi risponde:

— Sai come si fa? Si chiudono gli occhi... — Remigia fa seguir l'atto alle parole — e si tiene il fiato: — resti come morta e non senti niente. Io fo così, quando mi bacia lo zio!... E anche quando mi bacia Totò! L'uno, o l'altro... — L'Idola fa un'alzata di spalle. — È la stessa cosa e lo stesso odore! Tu sì, gioia, che hai il profumo fresco e delicato di un mazzolino di mughetti! Cara! Cara! Cara! Gioia! — La fanciulla bacia Mimì con impeto. — Ma quegli orribili omacci?... A me sembra di baciare o di essere baciata da una pipa! Ah, mon Dieu! Che penitenza, il matrimonio! — Qui, Remigia fa un sospirone tra il serio e il comico. — Sempre la pipa sotto il naso! Giorno e notte! Notte e giorno! Ma anch'io, sai, come quel tesoro di missis Eyre farò grande uso di — Proibitissimo! — Defendu! Tutto defendu! E farò mancare spessissimo il tabacco e i fiammiferi! Cara! Cara! Cara! Il mio fiore! La mia rosa! La mia mammoletta!... — Remigia continua a baciare Mimì con foga, con furia, ma senza trasporto, senza passione, non per altro, al solito, che per far la matta e far del chiasso.

La Carfo si difende; fa forza per allontanarla:

— Non soffocarmi!... Ti supplico!...

Si tira più su, a sedere contro i guanciali. Vuol far ragionare l'amica; vuol persuaderla.

— Senti, cara... Sta quieta, un momento! Ascoltami! Lasciami parlare!

— Parla, bella viola del pensiero!

— Anche se tutti gli uomini, proprio tutti, ti fanno l'effetto di una pipa...