— Anche se sposassi Totò!

— Sì, sì! Ma il Danova no! lì Danova no!

— Che importa per te, il Danova o un altro, quando per me... fosse anche Paride in persona, mio marito, sarà sempre tanto poco... mio marito? Intanto punto primo: niente figliuoli. Io non voglio figliuoli. Non voglio sforzarmi e poi... ho paura. Non voglio arrischiar di morire io, per il gusto di mettere al mondo un... beì! No, no! Mainò! Se Re Faraone vorrà un principe ereditario, se lo farà da sè! Non piangere! Finiscila! Pensa, invece, come sarebbe buffo Re Faraone, in istato interessante! Ridi! Ridi! Ridi!

L'Idola batte, pizzica, fa il solletico a Mimì finchè riesce a farla ridere fra le lacrime.

— Adesso, ascoltami bene. — Remigia fissa torva Mimì, e fa un'altra voce risoluta e dura. — Ascoltami bene: guai se tu mi compiangi o mi fai compiangere da mia sorella. Devi mostrarti incantata del Danova; devi trovarlo ultra simpaticissimo e piacente, e devi mostrarti entusiasta del mio matrimonio...

— Impossibile! Questo è impossibile! Impossibile!

— Lo voglio... o non mi vedi più!... Bada: mi diventeresti antipatica, non potrei più soffrirti!

Mimì abbassa la testa: si capisce che finirà per fare tutto ciò che le comanda l'amica sua, ma è un grande dolore per lei, un vero strazio!...

— Se invece... ti lasciassi guidare, consigliare da tua sorella?... Tu non vuoi persuaderti ma pure è tanto buona! Senti almeno dal signor Giacomo, chi è, che cos'è questo egiziano!

— Non parlarmi di Sua Eccellenza. Sai che non lo posso soffrire.