— La sua condizione morale, sociale. È un uomo di talento...
— Per talento, anche il mio Re Faraone, è tutt'altro che uno stupido!
— Può ritornare... ministro!
— E in tal caso io sarei... ministressa! Governerei lo stato! Tutti i socialisti, in prigione!... Comanderei io, anche a Luciano. — «Bisogna subito piantare Fanfan! Più un soldo per Fanfan!» — Mammà con me, tu, gioia, con me: lo zio Rosalì e Totò, in Trinacria!
Tutto questo, la fanciulla lo dice ridendo, per ischerzo, ma poi, a mano a mano diventa seria. Ci pensa alla possibilità di poter conquistare... Giacomo D'Orea, e nel suo cervellino capriccioso e mobile la barba di Re Faraone perde di colore e svanisce a poco a poco. Sarebbe lei la padrona di sua sorella; la padrona di tutti!
Le braccia allungate, le mani tese, posate sul letto, gli occhi fissi fissi, sembrano guardare un punto lontano... Continua ad accarezzarsi, incrociandoli, i piedini nudi... Ad un tratto scoppia in una risata:
— E il capitano Zaccarella?... Per prima cosa, quando fossi diventata la moglie di Sua Eccellenza, il capitano Zaccarella a riposo, e senza pensione!
PARTE SECONDA.
CAPITOLO I.
Giacomo D'Orea, deve fermarsi qualche giorno a Bex, prima di salire alla Tête-pointue.