SOFIA

Torno subito. (via).

MARINO

(la segue collo sguardo, poi sospira: rivolgendosi a Francesco) Lei pensa e lavora per la felicità universale!... Se io avessi una figliuola come quella lì, non lavorerei che per darle una dote... e non penserei che a trovarle un galantuomo per marito. — Non ho altro lavoro: ho bisogno di guadagnar qui la mia giornata: quattro lire soltanto. (dopo un momento mettendosi il cappello) Scusi: ho freddo.

FRANCESCO

In tipografia vi daranno da lavorare.

MARINO

Nossignore. Anche qui c'è il suo bel giorno dello Statuto: oggi si fa festa per lei, il che, a sentire lo Scalfi, il proto, e Rissone, l'amministratore, dovrebbe significare digiuno per me.

FRANCESCO

Prendete da copiare. (prepara la prima parte del Patto Nazionale).