(fa cenno di no vivamente).

DON GUGLIELMO

Voglio crederlo; credo. No, no; non sapeva tutto questo, lei, quando si è abbandonata ad una passione cieca, fatale, che oggi la fa scacciare dalle scuole, e domani sfrattare dall'Italia! Sì! Una passione cieca, fatale, colpevole, per la quale sua zia sta per morire di vergogna e di crepacuore; per la quale ha dato e dà pubblico scandalo legandosi a questo... signore che, spudoratamente, valendosi di dottrine false, scellerate, convive nella stessa casa colla figlia e coll'amante! Un uomo che ha ingannato lei, che ha ingannato tutti; che cela nel suo passato cose turpi, e che l'ha buttata tanto in basso, quanto l'aveva collocata in alto il suo povero marito!

ANNA

(scoppia in un dirotto pianto).

DON GUGLIELMO

(pausa: Don Guglielmo prende una lettera dal suo portafoglio) «Se ne sei ancor degna» vi ha scritto sopra la signora Giulia, sua Zia, Forse avrei dovuto riportarla con me questa lettera. Se qualcuno mi domanderà perchè gliel'ho data, risponderò: — L'ho vista piangere e ho tornato a sperare. (Si avvicina ad Anna; torna a sorridere) Se mi volesse mandare o volesse portarmi una buona parola, per sua zia — la povera signora Giulia, — aspetterò, fino all'ora della partenza, presso il notaio Alghisi (va via).

SCENA IV.

Anna sola.

ANNA