Stefania è perplessa. Vorrebbe e non vorrebbe. La tentazione per i quadri c'è, e diventa forte a vista d'occhio.
Francesco insiste colla sua bella voce calda, appassionata:
— Un momentino appena; in fretta!
— Ma... molto in fretta! — Stefania cede.
— Dev'essere molto tardi!... Giulio è buono, ma non posso farlo aspettare a pranzo. È l'unica cosa che lo faccia infuriare.
— È presto ancora. Sono appena sonate le sei. E poi oggi c'è Consiglio comunale. Si discutono i bilanci; la seduta terminerà tardissimo. Un'occhiata!... Due minuti!
— Allora, soltanto il quadro del Segantini.
— E quello del Favretto. Sono tutt'e due nel mio studio.
Stefania è assalita da una nuova curiosità:
— Nel vostro studio?... Dove lavorate, dove scrivete, dove pensate tante belle cose?