— Don Giulio?.... — Il portiere ha un risolino strano, tra l'ironico e il beffardo. — Don Giulio pure è a Borgoprimo.

— Anche don Giulio?..... Anche don Giulio da una settimana?... A Borgoprimo?

— Così ha lasciato detto. Ma per le lettere, se il signore volesse scrivere, abbiamo ricevuto l'ordine di mandare quelle della padrona a Borgoprimo, e quelle del padrone, invece, al signor ragioniere.

— Allora dunque... — Il Roero sta per fare un'altra domanda, forse altre cento domande, ma il risolino del portinaio diventa sempre più significativo... Quel vecchio chiacchierone lo fissa in un certo modo...

Il Roero frena un impeto di rabbia; leva di tasca il portafoglio, lo apre nervosamente, prende un biglietto di visita, lo dà borbottando: — Per la signora baronessa! — e senz'altro volta le spalle.

— Che cos'ha da ridere?... Ride di me quella faccia rasa da sagrestano?

Ma poi, del portiere si dimentica subito.

— Partita! È partita! È a Borgoprimo da otto giorni!... Ecco spiegato perchè non l'ho più vista, perchè il Faraggiola e l'Estensi non si muovono dal Club! Ecco spiegato tutto!... Cioè no; non è spiegato niente... nientissimo! Come mai quei due Kakatoa indivisibili non hanno spiccato essi pure il volo per Borgoprimo?

... La Fáni, a Borgoprimo, nell'alto Varesotto, quasi in montagna, con questo freddo e con Gajarre alla Scala? E don Giulio, il nuovo Belloveso, abbandona Milano che ha da rifare e parte per... non si sa dove?

Altrettanto il Roero è andato in fretta e giulivo verso casa Arcolei, altrettanto se ne ritorna passo passo, a capo chino, meditabondo.