— È successo qualche cosa!... Certo, qui c'è sotto qualche cosa!...

La Fáni è partita! Questo è l'importante ed è questo il pensiero che lo addolora, che lo inquieta, che lo inasprisce.

— Civetta!... Una gran civetta e nient'altro!... Ha proprio ragione l'Olivieri!... Partita, senza farsi più viva! Civetta e orgogliosa! Forse lo ha fatto apposta!... È sicuro, è sicurissimo anzi, lo ha fatto apposta; è partita per vendicarsi! Io non mi faccio più vedere e lei mi pianta. Civetta! superba e, come tutte le bigotte, anche vendicativa! E io, adesso, che cosa fò?... Andare per otto giorni all'Excelsior, a Varese?... Da Varese a Borgoprimo, un'oretta di strada... E don Giulio?... Lui non è certo partito per il dispetto di non vedermi più!... Ma che cos'ha la gente da voltarsi, da guardarmi con tanta curiosità?...

Passando dal Cova, entra nella confetteria per far mandare a casa i soliti dolci a Lulù. È l'ora di moda, c'è folla e vi ferve una discussione animatissima... Appena entra lui, si fa silenzio: tutti lo salutano in un certo modo, come per fargli le condoglianze.

Il Roero, senza spiegarsi il perchè, si sente impacciato e se ne va subito, dimenticando i dolci e Lulù.

— Quante persone antipatiche ci sono a questo mondo! E come taglierei volontieri la faccia a qualcheduno!

Tanto per sfogarsi, entra nella Patriottica, che è lì accanto, e passa subito in sala di scherma.

— Un assalto per stendere i nervi!... Mi farà bene!... Oh Dio, anche Nicoletto Loreda!

E borbotta fra' denti: — Noioso seccatore!...

Nicoletto Loreda, in tenuta di scherma, strepita come un ossesso, facendo crocchio col maestro e con due o tre dilettanti.