— Ma che nome! Ma che apparenze!... Prudenza!.. Paura bella e buona! Se fosse stato un uomo di fegato e se non avesse avuto di fronte un ufficiale, io credo che anche l'Arcolei sarebbe stato felicissimo di poter mettere le cose apposto a modo mio, così, — e Nicoletto Loreda fa fischiare il fioretto partendo dalla guardia con una spaccata terribile!

Francesco impallidisce, ma poi si rimette subito e si avvicina al gruppo, stringendo la mano al maestro, a Nicoletto Loreda e salutando gli altri che non conosce o conosce appena di vista, con un inchino profondo.

— Che cosa c'è? Chi vuoi ammazzare? — Domanda al bollente Achille, sorridendo.

Il Loreda frequenta pochissimo la società ed è fuori del giro di casa Arcolei; gli altri, un commerciante tedesco e due giovani studenti, non hanno mai sentito a parlare... di Francesco primo: gli rispondono però tutti insieme, contenti di entrare in discorso con uno scrittore di moda, e di offrirgli un soggetto per un dramma o per una commedia.

— La moglie dell'assessore Arcolei... — Una bellissima signora!... — Una signora della prima aristocrazia di Milano!... — È fuggita con un tenente di artiglieria!... — No, con un capitano di cavalleria!... — Un principe romano! — No, napoletano!... — Torinese! Ve lo dico io, perchè lo so! L'ho conosciuto al bar!

— Sia chissisia, questo non importa, è indifferentissimo! — Strilla Nicoletto Loreda diventando più rosso d'un peperone. — È il marito che bisogna... fotografare! Il marito che approfitta dell'occasione per fare un viaggio in Egitto!

— Impossibile! — Prorompe il Roero furibondo. — Impossibile! Tutte falsità!

A quello scoppio improvviso di collera, il Loreda e gli altri ammutoliscono, guardandosi stupiti.

— Ma pure...

— Io l'ho saputo da un redattore della Difesa, la gazzetta ufficiale di casa Arcolei!