— Falsissimo, ripeto!

— È voce generale.

— Lo dicono tutti, che sono scappati, moglie e marito!

Il Roero, dopo il primo impeto, riesce quasi subito a reprimersi, a dominarsi.

— Tutti, — risponde con un breve sorriso e assumendo a sua volta il sussiego amabilmente benigno del Faraggiola e dell'Estensi verso la gente spicciola. — Tutti, vuol dire nessuno; precisamente! Io ho l'onore di conoscere quella signora da molto tempo; sono amico dell'Arcolei e posso assicurare che il racconto di questa doppia fuga può essere grottesco..... o spiritoso, secondo i gusti, ma niente affatto verosimile!

Nicoletto Loreda si risente e vorrebbe rimbeccare, ma il Roero, scrollando leggermente il capo, soggiunge appena qualche parola qualche motetto piacevole, poi si rivolge al maestro e mostrando d'esser venuto lì soltanto per questo, fissa un'ora per un assalto alla sciabola.

— Ho bisogno di affaticarmi, di stendere i nervi.

Il maestro s'inchina a mezza guardia:

— Il signor cavaliere sta troppo a tavolino!

Il Roero saluta tutti, assai cortesemente, da perfetto diplomatico, e se ne va, dopo aver accesa la sigaretta.