— Ma io...
— Ha imposto alla moglie di mettere alla porta Cencino Parodi...
— Ha scritto, ha fatto scrivere al Ministero per fargli cambiar di reggimento...
— E allora donna Stefania, sapete com'è, per puntiglio più che per amore, ha perduto la testa e ha finito per esagerare moltissimo anche lei! Tutta colpa di don Giulio. Che imbecille!
— Un imbécile!
— Allora, dunque, è proprio vero? — Balbetta il povero Francesco, rimasto senza fiato.
— È proprio... scappata?
— Scappata, no. Ha dichiarato a suo marito che lei era nata per comandare e non per ubbidire, che ormai era stucca e ristucca di passar tutta la vita a non far altro che consiglieri comunali, per sostener lui e la sua Giunta, che quando lui voleva alzar la voce era troppo buffo, le diventava antipatico, e che lei, insomma, voleva divertirsi, voleva dividersi; ed è partita per la sua villa, la villa Eichelbourg, a Borgoprimo!
— E lui, Cencino Parodi, ha chiesto l'aspettativa ed è andato a Varese.
— La Fáni? Proprio la Fáni? Donna Stefania? — Mormora il Roero. — Lei così prudente, così piena di cautele, di riguardi, di rispetti umani, che ci teneva tanto al nome, alla influenza, alla sua piccola corte?... E per chi poi? Per che cosa?