— Cioè, prima andremo a messa, poi, dopo, ti condurrò a prendere il biscotto colla granita.
Adesso il biscotto colla granita tiene il posto del gelato rosso da molto tempo dimenticato... e a poco a poco, naturalmente, col gelato rosso, anche «il suo papà» è quasi sparito dalla memoria e dal cuore di Lulù. Il povero Nespola è in paradiso fra gli angeli, ed è ricordato soltanto, coll'aiuto della signora Eugenia, nelle orazioni della sera e della messa.
Lulù, che intanto continua a divertirsi ammirando e commentando i re di Roma e la madre dei Gracchi, si ferma ad un tratto alzando il visino verso l'uscio... Sente avvicinarsi un passo che ha già fatto arrossire fugacemente la signora Eugenia, e dà in un altro grido di gioia:
— Cochi!
Francesco, ancora in giacca da camera, caccia la testa dentro l'uscio e Lulù di nuovo salta fuori dalla coperta e corre in ginocchioni fino in fondo al letto:
— Cochi! Cochi! Cochi!
— Lei?... Già qui, — esclama il Roero sorpreso e contento vedendo la signora Eugenia.
— Ed io credevo di essere il primo a far gli auguri alla signorina! Invece lei è già qui: abito nero, collettino bianco, in tutto punto e tutti i giorni più bella!
Ma Lulù, ch'è scivolata dal letto, lo interrompe saltandogli al collo, baciandolo, stringendolo, soffocandolo.
— Che cosa mi hai portato?