Lulù, presa in collo dal Roero con un solo braccio, si volta, si rivolta, per poter vedere l'altra mano ch'egli tien sempre dietro, nascosta.
— Che cosa mi hai portato?
— Oggi hai compiuti i sette anni! Sei ormai una signorina! Vergognati! Non sta bene correre intorno in camicia, per la camera!
Mentre fa la predica, la signora Eugenia prende Lulù, la riporta a sedere sul letto, l'avvolge fino al collo in uno scialle di seta che le annoda dietro la vita, gonfiando bene il fiocco e lasciandole libere e scoperte soltanto le braccine.
— Così, almeno, non piglierai freddo!
— Che cosa mi hai portato? — Ripete Lulù, che sa sempre vincere, con un tono flebile di preghiera. — Fammi vedere!
Il Roero si avvicina, e lentamente pone sul letto un lungo involto.
— L'ombrellino grande! — Esclama subito Lulù.
— Guarda.
È proprio l'ombrellino! Un magnifico ombrellino! Lulù ha gli occhi scintillanti, batte le manine e domanda alla signora Eugenia: