Tutti si mettono a ridere e Francesco più di tutti:
— Oh povera la mia Lulù!
Sulle prime ride anche la signora Eugenia, ma poi osserva:
— Quando Lulù sarà grande, da marito, il signor Francesco sarà ancora un giovinotto... quasi.
— Quasi, signora Eugenia! Quasi! Con vent'anni di differenza! Auguriamo qualche cosa di meglio alla povera Lulù per la sua festa!
Poi Francesco si volta verso l'Olivieri cambiando tono:
— Ho scritto una lettera che mi preme di leggerti. Voglio leggerla anche a lei, signora Eugenia. Venite nel mio studio, un momento. Intanto Lulù farà la sua toletta colla Luisa.
Lulù, ch'era di nuovo rotolata in mezzo a' suoi regali, alza il visino verso il Roero e ripete cantando:
— Io sposo Cochi!
— Brava, vedremo se sarai di parola! — Esclama il Roero, e prima di uscire le torna vicino per salutarla.