La signora Eugenia si sporge dal terrazzino: guarda verso la camera della ragazza.

— La finestra è aperta; dev'essere svegliata. Elena!

— Lulù! — Chiama Francesco a sua volta.

Nessuno risponde: un momento di silenzio, poi un grido della signora Eugenia che si sente stringere e baciare d'improvviso e la bella testolina di Elena che sporge dalla ringhiera:

— Bravo, signor Francesco! A furia di elogi e di complimenti ha fatto girar il capo alla Pinella. Sta già in cucina a quest'ora, compilando il menu per la colazione: risotto bianco o risotto giallo coi fegatini? Questo è il gran problema!

— Come? Dovrei venire a colazione anche stamattina?

— S'intende.

La signora Eugenia, sebbene soddisfattissima, si crede in obbligo di correggere e di spiegare l'imperativo di quella matta figliuola:

— È un gran piacere ch'ella ci fa!... Perchè vorrebbe restar solo alla villa? Non è in casa sua, anche qui? Dunque, ormai, siamo intesi: tutti i giorni, colazione e pranzo alla Casa Vecchia.

— Tutti i giorni? E se poi... non vado più in Isvizzera? — Il cavallo in quel momento è tranquillissimo: è il Roero stesso che lo tocca leggermente cogli speroni per farlo caracollare sotto il balconcino. — Tutti i giorni no! Sarebbe troppo abusare.