— Tutti i giorni, sì! Lo ha detto la mammuzzoli! E non si faccia aspettare!... Per non mettere la Pinella alla disperazione!

— Ho detto.... tutti i giorni no!

Il cavallo fa un'impennata, ma la signorina non si spaventa più. Ormai ha capito il giuoco.

— Ho detto, tutti i giorni, sì!

— Ma, ma, ma, Elena! — La signora Eugenia al solito, vorrebbe imporsi, far la seria. — Al signor Francesco si dice così?

— Al signor Francesco si dice: Voglio così! — E la bella testolina bruna sparisce dal balcone.

Alle undici in punto, attillato, profumato, i baffetti ancor più rivolti in sù e le ghette bianche, il Roero, che colla persona svelta elegante e il viso un po' scarno e pallido, sembra proprio un giovinotto, si presenta sull'uscio della saletta.

— Eccomi pronto: la piccola Lulù ha detto «voglio» ed io obbedisco.... per paura dei capricci.

Elena quella mattina, si comporta in tutto come quando è sola colla signora Eugenia, da brava ragazza di casa, attiva, attenta e tranquilla. È vestita di picchè celeste, con un grande colletto bianco ripiegato, e con un bel cravattone di seta nera. Aiuta la Luisa a finire di preparare la tavola e l'aiuta pure, quando occorre, anche durante la colazione.

Alle frutta prepara come al solito, il piatto per Rolando e lo porta lei stessa nel brolo.