— Se tutta la vita dovessi vederla così?... Se non potessi dimenticarla mai... mai più?

Ad un tratto un'idea nuova, strana, terribile, gli balza nella mente:

— Il padre di Lulù!... È la vendetta del povero Nespola!

Non è più Elena... è la faccia del Savoldi, che dopo tanti anni gli si para dinanzi; non è più il riso argentino di Elena, è la sghignazzata rumorosa del povero Nespola che gli percuote l'orecchio; del povero Nespola ch'egli ha lasciato ammazzare.

Attorno alla carrozza che corre via velocemente, soffia un'aria calda, pesante... La notte si fa sempre più buia; spariscono anche le ombre degli alberi, delle case, nella vasta distesa della pianura tenebrosa. Solo, di tratto in tratto, qualche lampo sinistro squarcia la nera nuvolaglia all'orizzonte lontano.

— Ha ragione l'Olivieri. L'ho avuta da suo padre per farla felice, non per farla ricca. Se mi fossi ingannato?.... Colle ragazze non si può mai sapere, non si può mai giurar di niente... Se Elena avesse della simpatia per quel giovane? «È onesto... è intelligente... è innamorato morto...»

Adesso il Roero non vede più nemmeno la scatola, nemmeno la bambola dentro la scatola. È troppo buio, tutto buio..... La carrozza corre via sempre velocemente...

— Mi sembrava tanto lontana Lodignola... ed invece, ecco, ci siamo già! Si arriva sempre e sempre troppo presto a questo mondo... anche alle cose che sembrano più lontane... anche alla fine... di tutto! Ebbene, se Elena lo vuole... E sia! Ella deve essere felice a qualunque costo. Per me, ormai....

— Questa scatola, sarà da portare alla Casa Vecchia? — Domanda Patrizio, mentre il Roero smonta di carrozza.

Il servitore ha subito indovinato che si tratta di dolci, di un regalo per la signorina.