Scoppia in lacrime, e corre di sopra: si chiude nella sua camera e va a letto.

Questa volta è la Luisa che, ad onta di tutte le sue prediche, ha bisogno di essere confortata dalla signora Eugenia.

— No, no! Non c'è da impressionarsi, Luisa, non è niente!... Forse è arrabbiata perchè il signor Francesco è andato via, senza nemmeno venirci a salutare.

— E in questo la signorina ha ragione! Un momento... poteva lasciarsi vedere!

La mattina dopo la signora Eugenia, già vestita per partire, in cappellino e colla borsetta solita dei suoi viaggi a Milano, entra in camera di Elena e spalanca le finestre.

Elena non dorme e vedendo la signora Eugenia in cappellino, si rizza sui gomiti, domandandole stupita:

— Dove va?

— A Milano. Oggi è l'undici d'agosto. Prendo la diligenza al Molino Nuovo, senza andare in paese, per far più presto.

— Torna per il pranzo?

— Prima, prima! Spero prima! Ti ho svegliata io?