— Quello che vuoi! Quello che c'è. Va via e chiudi!
Elena aspetta che la Luisa se ne sia andata, poi salta di nuovo dal letto e lei stessa richiude l'uscio a chiave.
— Certo è tornato per ripartir subito.
Le viene in mente che nel pacco ci possa essere una lettera, un bigliettino che spieghi qualche cosa; lo apre in fretta, nervosamente e subito le cade sott'occhio ciò che Francesco aveva scritto sulla scatola:
«Una bella signora di Milano venuta a Lodignola a far visita alla Contessa.»
Elena apre la scatola e trova la bambola. Corruga la fronte e diventa pallidissima.
— Ancora una bambola!... Per lui... sono sempre Lulù!
Quel regalo, il non venire a colazione, quelle parole «avvertire le signore che passerà un momento a salutarle» tutto ciò non le lascia alcun dubbio.
— È venuto a Lodignola a prendere la sua roba, e torna via subito. Va in Isvizzera, con quella là.
Elena si veste lentamente, ma non guarda più dalla finestra. Scende a colazione, mangia qualche cosa, seccata dagli sguardi della Luisa, poi come di solito prepara il piatto per Rolando e glielo porta nel brolo, sempre pallidissima, cogli occhi torvi, colla fronte contratta.