E non si rasserena nemmeno quando Francesco si presenta sull'uscio della saletta, proprio coll'aria di fare una visita.

— Come?... La signora Eugenia non c'è?

— È andata a Milano.

— Proprio oggi! Che disdetta! Avrei tanto desiderato di salutare anche la signora Eugenia!

La Luisa, dopo un momento, esce dalla saletta in punta di piedi: Francesco ed Elena restano soli senza nemmeno accorgersene. Elena è seduta accanto alla finestra, sulla piccola poltroncina della signora Eugenia; dall'altra parte siede Francesco. In mezzo al tavolino è stata posta la «Signora di Milano» che sorride immobile colle braccine aperte.

— Grazie... della sua bellissima bambola.

Elena è imbronciata; ha la voce bassa e cupa.

Il Roero è pure molto pallido.

— È stato uno scherzo. Volevo portarti dei dolci, ma ho visto questa confettiera e l'ho presa per scherzare. Perdonami; non essere in collera. Vado via: sono venuto a salutarti.

Elena ha negli occhi un tremolìo di lacrime.