Nicoletto Loreda è in casa. Appena sente dal Roero di che si tratta, rimanda il pranzo con entusiasmo.
— Eccomi a sua disposizione, caro signor Savoldi; e con tutto il piacere! S'accomodi!... Accomodatevi!... Senza complimenti! Alla militare! Vado a mettermi il paltò e torno subito.
In fatti il Loreda va e torna in un lampo: paltò nero, guanti neri, cappello a cilindro, aspetto più che mai risoluto e marziale.
— Dunque, abbiamo da fare col Bonaldi, della Difesa? Oh! Oh! L'ho visto più volte in sala di scherma. Sacré Tonner! Tira benissimo di sciabola e di fioretto!
Nespola strizza l'occhio a Francesco ridendo alle spalle del giovine guerriero:
— Tanto meglio!... Sul terreno chi più ne sa, le piglia.
III.
Lulù!... Lu...lù...
Il duello è fissato per le otto alle Cascinette, fuori di Porta Nuova, in un cortiletto del tiro al piccione, tutto chiuso da una siepe folta ed alta; ma già allo scoccar delle sette, com'eran d'accordo, Nicoletto Loreda si presenta in casa del Roero per farlo svegliare.
Al servitore che gli apre;