VII.
Papà!....
Lulù dorme vestita, sul letto basso e ampio, sotto il baldacchino dal parato giallo. Ha una bambola accanto, colla testina posata sul guanciale: una povera bambola sudicia e sdruscita, col nasino rotto.
La signora Carlotta si precipita nella camera, si slancia sulla bimba, la scuote, la solleva fra le braccia, la stringe al petto.
— Viscere mie!... Amore!... Gioia!...
La piccina sbarra gli occhi, non capisce nulla: attonita, spaventata, sta per mettersi a piangere.
Anche la Suzann s'intenerisce; vuol prender lei la bimba e la stringe a sua volta coprendola pure di baci sonanti.
— Com'è carina! Com'è bella!... No, no, non piangere, tesoro! Guarda il signore!... Ti piace il signore?... Sai, è venuto a prenderti per condurti a spasso! Per condurti in carrozza!...
La bimba, passata dalle braccia della vecchia in quelle della ragazza, pare rasserenarsi, e fissa «il signore» cogli occhi grandi, rotondi e neri, nerissimi, come i capelli folti e riccioluti, che le coprono la fronte e le spalle.
— Ti piace il signore?
La bimba guarda ancora il Roero per un momento, sempre fissa, sempre seria, poi a un tratto si volta verso la sua bambola, stendendo una manina: