— La povera creatura di quel disgraziato voi, voi... l'avete messa qui, in questa casa; l'avete affidata alla bella Suzann, alla Suzannina!... Ah, vivaddio, finitela colla sfacciataggine! Se non volete cedere colle buone, peggio per voi! Io ho avuto l'ultima raccomandazione, l'ultima preghiera del povero Savoldi. Lulù, è stata la sua ultima parola, il suo ultimo grido disperato. Datemi Lulù, e subito. O se preferite che fra me e voi, intervenga il magistrato, se volete che nei fatti vostri, in casa vostra, intervenga il magistrato.... o la questura.... come volete. Io sono pronto a tutto pur di finirla in fretta e di aver subito Lulù.
La signora Carlotta capisce che non c'è da scherzare.
— Ma se poi mio marito va in furia e mi strapazza?...
— Vostro marito starà cheto e zitto com'un olio! Garantisco io. Dov'è Lulù? Andiamo; datemela. Facciamo presto.
— Nina! Nina! — Grida forte la signora Carlotta, chiamando.
— Che cosa c'è?... Posso tornare? — Risponde subito Suzann, e caccia dentro l'uscio la piccola testolina ricciutella.
Il Roero torna a sorridere, appena vede la ragazza.
— Sì. Venite pure!... Ormai ci siamo messi d'accordo. Datemi la bambina e, vi prego, per favore, fatemi chiamare una carrozza.
— Elisa!... Va a chiamare un brum! — Grida la ragazza alla cameriera. Poi, rivolgendosi al Roero sorridendo: — Lulù è in camera mia, sul mio letto, che dorme.