— Tutto ciò che ci sarà da pagare, la dozzina, le spese fatte, pagherò io. Anche la cambiale la ritirerò io.

— Questo va benissimo e, dato il caso, bisognerà intendersi col maestro, con mio marito. È lui che comanda. Io le farò ancora soltanto notare, che il cuore, il cuore, non si paga e non si compra, nemmeno coi milioni! Io, ed anche il maestro, ormai ci siamo affezionatissimi. E poi, caro signore, è pure una quistione di puntiglio, di amor proprio! La creatura è stata affidata a noi: che cosa direbbe il mondo, se noi, per esempio, l'abbandonassimo, così su due piedi, nelle mani... del primo che capita? Del resto, caro signore, ella capirà benissimo, come lo capisco anch'io: questi son tutti discorsi accademici. Io mi riscaldo perchè toccata nel mio debole, nel cuore, nel sentimento, nel punto d'onore, ma senza nessunissima voce in capitolo! Parlerà col maestro; sentirà il maestro; deciderà il maestro! Mio marito è padronissimo, dispotico di strapparmi... anche le viscere!... Soltanto, per oggi, la mia Lulù, me la porto a Bergamo. Lei, se crede, venga a Bergamo. Il maestro sarà prevenuto.

Il Roero, invece di arrabbiarsi, scoppia in una gran risata:

— No, no! Non ho tempo di andare a Bergamo e la figlia del Savoldi resterà a Milano! — Poi si volta, sempre sorridendo, alla Suzannina: — Siete tanto buona, tanto gentile, volete farmi un favore? Volete permettermi due paroline alla signora?

— Devo andar via? — Esclama la bella ragazza. — Subito! Subito! — E infervorata in quella contesa, in quel piccolo dramma per la figlia di nessuno, e già parteggiando, in cuor suo, per il Roero e per Lulù, corre via saltellando, sbattendo gli usci, sollevando colle due mani il lungo strascico della sua vestaglia molto estiva, di crespo rosa.

Uscita la ragazza, il giovinotto si avvicina alla signora Carlotta fissandola bene in faccia.

La vecchia, istintivamente, indietreggia d'un passo:

— Perchè?... V'ho detto che io non c'entro...

— Pagherò tutto, vi ripeto. Ci volete anche guadagnar sopra in questo affare?... Si capisce. Avrete anche una somma in regalo; ma poi basta; ricordatevelo bene, basta. Non voglio nè voi, nè maestro, nè nessuno tra i piedi! Il mio avvocato, l'avvocato Olivieri, verrà lui stesso a Bergamo e metterà tutto in regola.

— Ma la mia Lulù... — fa per ricominciare la vecchia.