La bella ragazza, che si aspettava tutt'altra cosa dalla visita del Roero, non è contentissima certo della piega che va prendendo il colloquio; tuttavia fa di necessità virtù e s'interessa abbastanza alla scena, rimanendo mezzo sdraiata sulla lunga poltrona mentre, accavalciate l'una sull'altra le gambe affilate e ben tornite nella calza nera, fa dondolare sulla punta del piedino lo zoccoletto grazioso, alla brianzola.

— Povera Lulù, non è cattiva!... Se non la vuol nessuno, me la tengo io!

Il Roero è sempre più irritato; è pallido in volto, ha le labbra tremanti.

— No! Sarà mia! È mia! La considero come figlia mia! L'ho promesso a suo padre! L'ho avuta da suo padre!... Dov'è? Dov'è?... Me la porto via subito! È tutto il giorno che la cerco! È per lei che sono in giro!... È questa bambina appunto, — Lulù, — che volevo avere dalla signora Carlotta! Che son venuto a prendermi qui, perchè mi hanno detto ch'era qui da voi!... Dov'è? Datemela subito!

— Piano, piano!... Un momentino! — Esclama con calma ironica la signora Carlotta.

La vecchia ha un lampo, come una visione. Tutti i romanzi letti nel Secolo, tutti i drammi sentiti al Fossati e alla Commenda accendono la sua fantasia con un subbisso d'idee e di speranze. La figlia dell'Americano?... Lulù?... Ma chi sa che mistero! Chi sa che cosa c'è sotto! Chi sa chi è suo padre!... Chi sa mai chi può essere sua madre! Oh, oh, il signor Roero si riscalda troppo per questa Lulù! Ha troppa smania d'averla! No, no, no; niente affattissimo! Non bisogna mollare!

— Piano, piano, piano!... Un momentino! La mia Lulù, adesso non si vede, e non c'è nessuna furia di portarla via!... Primieramente ci sarebbe sempre una quistione morale di principio: due mesi di dozzina in arretrato. E poi, la mia Lulù è stata, per l'appunto, affidata a me e al maestro da suo padre stesso finchè era vivo. Per cederla al primo che capita, adesso che suo padre è morto, occorre la presentazione di una carta, di una lettera, di un documento relativo!... Quella creatura, deve sapere, non ha mai avuto... madre e per conseguenza, morto anche il babbo, poveretto, non ha più nessuno al mondo!

La signora Carlotta sospira, si commuove; ha la tosse:

— Ho fatto tanti sacrifici, tante spese io, per la mia Lulù!... Viscere mie!

Francesco Roero guarda con curiosità la signora Carlotta, rimanendo imperterrito contro una così grande sfuriata: