E di nuovo torna ad occuparsi attenta, seria, dei capelli di Titi.

— Cattiva Titi? — Domanda ad un tratto al Roero.

— Sì, cattiva.

Ma quando sono giunti a casa s'intorbida la pace.

Lulù, sempre colla bambola stretta contro il petto, ha presa una mano di Francesco e non c'è verso, non vuol lasciarlo più; gli sta sempre attaccata, seguendolo per tutte le stanze, non lasciandogli far nulla.

E la bimba non vuol Giovanni!...

Giovanni, vedendo la piccina, sapendo chi è, e com'è disgraziata, ha voluto farle subito una carezza; ma la bimba ha allontanato il capo fieramente.

Non vuol Giovanni. Se egli fa per parlarle ella si stringe più dappresso al Roero; se fa appena un atto per toccarla, comincia a strillare.

— È un affar serio!... — Il giovinotto, fissa inquieto il servitore, come per chiedergli consiglio.

— Sicuro: il signor padrone ha trovato il suo bel da fare!