È il portinaio con un libro.
— Da parte di donna Stefania Arcolei. Il servitore ha raccomandato di consegnarlo subito.
Il Roero ha un lampo di gioia:
— La Fáni! La Fáni!... Come ho fatto bene stamattina a non farmi vedere!... È lei, adesso, è lei stessa che mi cerca!
Scioglie la mano, con forza, dalla manina di Lulù, e in fretta toglie il libro dalla carta che lo avvolge.
— Gyp! Gyp! L'autore favorito!
Un libro di Gyp, vuol dire: «Venite subito; sul momento». Il libro invece di un autore italiano: «Aspettate. Venite soltanto prima di pranzo.»
Il Roero non pensa più ad altro e ordina a Giovanni di portargli di nuovo — subito! — il cappello e il paltò, per uscire.
Ma Lulù, lasciata la mano, gli ha presa, stretta, una falda dell'abito.
— Senti, Lulù, — le dice serio il giovinotto con tono più risoluto. — Tu devi voler bene anche a Giovanni che è tanto buono e che ti farà giocare.