— La piccina è nata a New-York; è stata regolarmente riconosciuta dal Savoldi; ha nome Elena-Maria. La madre, ignota. Una...
Il pudibondo maestro si ferma e lascia indovinare il resto con un sospiro; quindi prosegue mal celando il proprio disgusto:
— Quando la mia Carlotta, nell'assumere la grave responsabilità dell'allevamento e dell'istruzione della neonata, volle prima chieder conto, naturalmente, anche della madre, l'Americano rispose, scandalizzandomi, con una delle sue più ciniche risate: «Lulù, non ha nessuna madre. L'ho fatta far io di commissione, a prezzi ridotti, alla fabbrica dei bebè Jumeau!...» Era un povero giovine disorientato e stonato!... Non il sentimento della famiglia; nessun rispetto alla società, alle istituzioni; non un principio, almeno, di un culto o di una religione qualsiasi, magari la turca! Niente! Il pandemonio! Soltanto gridare, contradire, distruggere, vituperare! E nessunissima educazione! Io ripetevo sempre, alla mia Carlotta, appunto per tenerla in guardia: costui non lasciartelo entrare in camera così facilmente; non è un gentiluomo, è un soqquadro.
Ritornato a Milano, dopo aver riferito al Roero l'esito del colloquio e le informazioni avute, l'Olivieri, onde meglio rassicurarlo, gli promette di scrivere al console italiano a New-York per identificare lo stato civile con l'età precisa della piccola Elena-Maria Savoldi.
— Così avrai già provveduto e sarai in regola anche per tutti i casi avvenire, che possano succedere.
— Sai, — esclama il Roero, dopo aver stretta la mano e ringraziato l'amico, — sai che adesso Lulù comincia a non far più capricci e a esser buona con Giovanni e anche con la Luisa?
La Luisa è una bella ragazzotta, una nipote di Giovanni, che il Roero ha preso provvisoriamente per bambinaia.
— Oggi, per la prima volta, Lulù mi ha visto uscire e non ha fatto tragedie.
— Me ne congratulo! — L'avvocato ride allegramente.
I capricci, le scene, le lacrime, il buono o il cattivo umore della bambina hanno ormai una grande importanza per il quieto vivere del Roero. In pochi giorni ella ha finito per entrare, spadroneggiando, nella sua vita, per riempire tutta la sua casa. Lo fa diventar matto; è un vero tormento, una disperazione certe volte, ma lo diverte anche, assai!