LUIGI
(con falso orrore) Oh, (con finto entusiasmo e dolore per la memoria di Teresa) quella buona signora Teresa! Quella santa donna! — A Niccolino, sa, non ci pensi più; non lo merita. Si crede un grand'uomo perchè è stato un po' a Londra, a Parigi! È soltanto ridicolo. Non ci pensi più. Gli rimanderemo il suo danaro, subito!
DORINA
(con espansione, premendosi al cuore la mano di Luigi) Subito!
LUIGI
Sul momento! (ha una scossa, tanto Dorina gli piace) E per... per il resto... sarò... se... sarò il suo pa... pà. — Ecco, va bene? papà!
DORINA
Mi tolga di qui... — lavorerò. Mi aiuti a levarmi da questa gente!
LUIGI
Volontieri... ma dove?... al momento... (pensando dove mandare Dorina e volendo farle accettare un suo quartierino che tiene disponibile per simili occasioni, ma non osando farle l'offerta chiaramente) Come si potrebbe fare? (stringendola al cuore e fingendo l'effusione paterna) Pianga, se vuol piangere: le farà bene. (le bacia i capelli tremando dalla commozione cupida) Avrei... per combinazione... due camerette; due povere camerette, ma piene di sole, di luce! Se volesse, come un rifugio momentaneo... intanto... cercherò... troveremo un maestro galantuomo; un impresario onesto — e lei... soltanto un po' di bene... (la stringe più forte).