Giordano Mari (crollando il capo con olimpica superiorità) Scritte? (un sorriso come sopra; un'altra crollatina di capo) Le scrivo dopo, più tardi, quando preparo il volume per l'editore: lo scriverle, non è altro che un lavoro di.... di selezione.
La signorina Emma (con meraviglia ed ammirazione) Ma allora, Dio mio! come fa?
Giordano Mari (dimenandosi ancora di più, quasi da riempiere, all'occhio, colle lunghe falde svolazzanti la stretta via di San Paolo) La mia conferenza non è mai nè un'opera d'arte, nè un'opera letteraria....
La signorina Emma (interrompendolo con uno sguardo e mormorando con un sospiro che si innalzano come un'aureola di ammirazione amorosa attorno alla testa bionda, simpatica, dell'illustre pensatore) Oh! così bella! È stata tanto bella la sua conferenza!
Giordano Mari (non dice di no, anzi pare dica di sì, e continua) Ho solo un merito, forse raro, anzi sempre più raro: la sincerità! E la sincerità è la grande bellezza (pronuncia lentissimamente e con una sapiente modulazione — bel-lez-za — fissando Emma che torna a guardar per terra); la sincerità è la grande bellezza delle anime e delle cose. No; le mie non sono conferenze; io non tengo delle conferenze (un moto stizzoso, di sprezzo. Emma torna ad alzar gli occhi ed a guardarlo incantata), io parlo soltanto perchè ho qualche cosa da dire; forse.... qualche cosa di nuovo....
La signorina Emma (in estasi) Tutto, tanto nuovo... tutto, tanto tanto bello!
Giordano Mari. Certo qualcosa di.... di sincero (continuando a gonfiarsi a vista d'occhio). Come parlo per un'ora, potrei parlare per due, per tre, per un giorno di seguito.
Guido Bardi (con un sorrisetto sarcastico, sottovoce: facendo sorridere donna Fanny) As-sas-si-no!
Giordano Mari. Che cosa sarà la mia conferenza di Bologna? Il seguito di questa d'oggi, di Milano. E a Napoli che cosa dirò? Ciò che non ho avuto tempo di dire a Bologna: e a Roma lo stesso; e lo stesso a Parigi, alla Sorbona, dove mi hanno invitato, perchè il pensiero, araldo dell'arte e della letteratura, non ha più confini ormai, è cosmopolita (seguiterebbe a tener conferenza anche per la strada, se chinando lo sguardo sulla sua compagna, non la trovasse più che mai estatica: carina, carina, molto carina! Avvicinandosi di più, fissandola negli occhi). A lei, signorina, è parsa bella la mia conferenza?...
Emma (risponde soltanto guardandolo; non ha più fiato per dir di sì; nemmeno per tenere sollevato lo strascico della veste, che spazza il marciapiedi del corso Vittorio Emanuele).