Il dottore. Non soltanto di donna Fanny.
Emma. Sia pure: che cosa c'entra lui con suo fratello? Gli fanno anche un carico perchè suo padre era un piccolo mercante; ma il nonno del mio, siamo giusti, non era un farmacista?
Il dottore (scandalizzato) Che cosa vai adesso a pescare... indietro... fino ai tempi del Prina! (Dopo aver guardato un'altra volta l'orologio) Porta pazienza: ancora due minuti. (Pausa) Volevo dire, vedi, anche per l'età. Tu non hai ancora vent'anni.
Emma. Sì, fra due settimane.
Il dottore. Tu sei un fiore; cioè lo eri; ma tornerai come prima, soltanto con un po' di ragionamento. Invece con quel Giordano... di Padova, non ci sarebbe nemmeno proporzione, e allora, appunto, succedono gli squilibrii. Pensa: quando tu avrai, per esempio, quarant'anni, il che, nel più dei casi, vuol dire per la donna il periodo della maggiore... attività, lui ne avrà sessanta, forse sessantacinque... o settanta.
Emma (sorridendo) Fermati, dottore! Fermati, per carità!
Il dottore (ostinandosi: cominciando a gridare) Sì, anche settanta! Anche settanta! E, forse, ancora di più! È ben conservato, ecco; questo sì. Ma ricordati, cara la mia tosa, che l'uomo è un'altra cosa. Non è come la donna. Di un uomo ben conservato non c'è mai da poter scommettere, nè giurare. Io non l'ho guardato altro che molto superficialmente; ma mi pare un uomo più di apparenza che altro. (Alzandosi per prendere il termometro) Vediamo.
Emma (gli dà il termometro).
Il dottore (la ricopre da tutte le parti, poi si avvicina alla finestra per guardare i gradi della febbre: dopo, scuote fortemente il termometro per farlo discendere. Il dottore è diventato più serio: si avvicina ad Emma, fissandola gravemente).
Emma. La febbre è cresciuta, non è vero?