«Io, come te, avevo giudicato molto severamente il professore Mari. Spero che tu, con me, finirai col ricrederti sul suo conto.

«Una stretta di mano dal tuo caporale del '60 e dal tuo colonnello del '66.

Stefano Cogoleto»

Pietro Schiavino, dopo aver letta tutta la lettera, è diventato serio, triste. Gli succede sempre così, ogni qual volta si trova dinanzi il suo vecchio compagno d'arme, o si trova con lui in qualche rapporto.

... Quante speranze, quante lotte, quanti sacrifici per un ideale comune, e adesso?.. Eppure, Stefano Cogoleto, di Sarzana, è un galantuomo, un gran galantuomo, un patriota e, per Dio, un fegato sano!... Mah!... L'ambiente parlamentare!... È stato l'ambiente parlamentare!... Lo ha guastato e rammollito completamente!... Peccato!

Schiavino (dopo queste considerazioni e fatto un sospiro, si rivolge a Giordano Mari, indicandogli una seggiola) Prego... se vuol sedere.

Giordano Mari. Se in questo momento ella ha da fare, io tornerò più tardi; anche domattina, se le fosse più comodo. Mi basta, per il momento, di averle consegnato la lettera del colonnello Cogoleto e di aver avuto l'onore di conoscerla personalmente. Vuol fissarmi un'ora? Quando vuole. Sono sempre a sua disposizione.

Schiavino. No, no; anche adesso; ciò che vuol dire, dica pure.

Giordano. Ma... e allora come si fa? (gli indica un gran cartello appeso ad un uscio, sul quale è stampato a lettere cubitali):

AVVISO IMPORTANTISSIMO