— Può risparmiare le sue... supposizioni!
— Ma si tratta, invece, di Pietro Schiavino, e a quest'uomo che ho sempre stimato, che devo stimare, coll'amarezza nel cuore e colle lacrime in gola, dico soltanto: Vi hanno ingannato! Sì! Sì! Vi hanno ingannato! Dinanzi a voi — guardatemi in faccia! — non c'è un uomo abbietto... un... mantenuto... (la tensione è troppo forte, non può quasi finir la parola e si lascia cader di peso sulla seggiola, con uno scoppio di lacrime)... un mantenuto di sua moglie!
Schiavino (pesta i piedi con dispetto: gira per la stanza: poi si ferma: lo guarda: gli si avvicina battendogli sulla spalla) Su! Su! Per Dio!
E torna a passeggiare borbottando. Pietro Schiavino ha visto degli uomini cadere ai suoi piedi col cranio fracassato da una palla, rimanendo impassibile; qualcheduno, ne ha ammazzato lui stesso, corpo a corpo, alla baionetta. Ma ha sempre sofferto una debolezza nervosa: quella di non poter veder piangere nè uomini, nè donne: gli fa ira, dispetto, rabbia.
Schiavino (battendogli più forte sulla spalla) Vostra moglie, stasera, era al Costanzi! In un palchetto col ministro Albertoni! — È una donna... si capisce benissimo. Ve ne siete innamorato e non avete avuto torto. Insomma, finitela! Ve l'ho detto avanti; non ho tempo da perdere.
Giordano (alzandosi, col viso ancora stravolto: fissando lo Schiavino) Ebbene, no.
Schiavino. No? Che cosa?
Giordano. Adesso sì; molto. Ma prima non ero innamorato; anzi non volevo assolutamente. È stata lei. (Con straordinaria gravità, ergendosi maestoso e stendendogli la mano) Vi domando il silenzio, sulla vostra parola d'onore.
Schiavino (colpito dalla meraviglia e dalla curiosità e attratto, tanto più dopo aver vista la bella donna, dalla inaspettata confidenza del marito) Parola d'onore. (E a sua volta gli stringe la mano).
Giordano (parlando sotto voce, rapidamente, concitato) Io ero pazzo per un'altra donna. Avevo un'altra relazione, a Milano. Uno di quei legami colpevoli e fatali, che vi turbano la ragione e la coscienza, e che, se qualche angelo, appunto, non vi salva, vi fanno uscir fuori dalla buona strada, forse per tutta la vita. La signorina Dionisy, succede quasi sempre così, colle ragazze, io la vedevo frequentemente; ma con lei avevo parlato appena una volta o due; posso dire, non le avevo badato, non mi ero accorto di nulla. Fu un mio amico, il presidente del Circolo artistico-letterario di Milano, il nobile Barbarani...