— Ancora non lo dobbiamo sapere. È un'improvvisata!
— Sarà bene che tu gli scriva lo stesso. Gli devi dire anche della Regina, che assisterà alla mia conferenza. A tuo padre farà molto piacere. Devi rispondere pure alla mamma... Quando torni dalla messa, puoi fermarti a scrivere nella sala di lettura: c'è tutto l'occorrente; ci son tutti i comodi.
Emma (con uno scoppio di risa) Ah! Ah! Ah! Questa è bellissima!... È una notizia della tua Fanny! Nino Sebastiani ha scritto un dramma in collaborazione colla contessina d'Arborio, e il prefetto di Milano lo ha proibito perchè troppo immorale!... (Con un grido) Carlo Borghetti! Carlo è ammalato! Molto ammalato! (Con la voce piena di lacrime) Oh, povero Carlo!... Carlo! Carlo! Povero Carlo!
Giordano. Il Borghetti? Ammalato? Che cosa ha? (È corso col suo pensiero alla sua opera: ma si è subito calmato; oramai il volume sui tempi d'Ambrogio è pressochè tutto stampato. Anzi, dato il caso di una disgrazia capitata al povero Borghetti, sarebbe appena in tempo di sopprimere la dedica, pensandoci bene, forse troppo espansiva. Chiama il Borghetti persino suo collaboratore! — Entra in camera di Emma, ancora in manica di camicia, mettendosi i bottoni d'oro ai polsini) Che cos'ha? Non è in viaggio, in Germania? in Austria?
— A Villach! In Carinzia! È ammalato di pleurite! (Emma è seduta sul letto, in lacrime, tremante, palpitante. I capelli si sono sciolti, slacciati; le cadono, a ondate, sulle spalle, sul collo, sul seno, sulla faccia: la coprono tutta) Leggi! Leggi! È in pericolo! (Gli dà la lettera di donna Fanny) Oh, povero Carlo! Di'? Di'? Ma morirà? Morirà? È subito partito il dottore. Questa è una consolazione! Un po' di tranquillità! Avrà almeno il nostro buon dottore! Ma la mamma? Come mai la mamma non mi ha scritto nulla?
Giordano. Tua madre è in campagna, e donna Fanny scrive da Milano. (Confrontando il timbro postale e la data delle due lettere) Questa di tua madre è stata spedita domenica o lunedì mattina; e la lettera di donna Fanny è di ieri. Appena è arrivato a Milano il dispaccio per il dottore (con un ghignetto ironico) donna Fanny lo avrà saputo subito e si è data una gran premura di scriverti!
Così dicendo egli guarda, fissa sua moglie, che continua a piangere, a singhiozzare, col volto tutto nascosto dai bei capelli, e pensando che donna Fanny si è affrettata a mandare quella notizia ad Emma, per cattiveria, per vendicarsi, per la gioia di dare una ferita al cuore della sua giovane rivale, prova un senso di dispetto, un miscuglio di gelosia strana, cupida, bramosa e astiosa, un impeto di passione e di padronanza brutale per quella donna che gli appartiene, che è sua, e che piange, che smania, che si dispera per un altro!... Per quel Borghetti, per quel cugino, che l'ha tanto amata, tanto desiderata; che l'ama e la desidera tanto da ammalarsi forse per questo e forse... da lasciarci la vita.
Emma. E a te? Dì'?... Dì? Ma dì? Anche per te, non è un gran colpo? un gran dolore?
Giordano. Certamente, ma... copriti. Prenderai freddo.
Emma. Mi alzo, mi alzo! Voglio correre io stessa a telegrafare alla mamma, a Fanny, al dottore..