Sua Eccellenza (subito, ad Emma, sottovoce) Allora vieni a pranzo con me!
Emma. Ti par possibile?
Sua Eccellenza. Col deputato Cogoleto, coi nostri soliti! (nomina due o tre dei più assidui frequentatori di Emma).
Emma. Sola, senza Giordano e con Giordano che non sta bene? Mai più! Anzi, régolati: non venirmi a prendere, oggi, colla carrozza. Non voglio assolutamente.
— Hai sentito? Tuo marito me lo ha ordinato.
— Dirai a mio marito che hai avuto Consiglio, che non hai potuto.
— E... in compenso della bugia?
Emma. Verrò, forse, a teatro. (Sdraiandosi, sporgendo il piede che vede ammirato dallo zio, sul panchettino di velluto) Che cosa guardi?
Sua Eccellenza. Quel piedino! Quel piedino! (Mettendosi il pince-nez e chinandosi per ammirarlo più dappresso) Oh! il piedino delle signore milanesi!... Come il cielo di Lombardia, così bello! quando è bello!