Emma. Vuoi... un cioccolatino?
Sua Eccellenza (tenendo strette le dita che gli offrono il piccolo dolce, lo avvicina alle labbra di Emma) Metà per uno.
Emma (finge di non capire, libera la mano e spezza il cioccolatino) Ecco, prendi.
— Tutti i giorni sempre più... cattiva!
— Proibito parlare sottovoce!
Sua Eccellenza (forte) Allora vengo a prenderti colla carrozza prima di pranzo e stasera ti conduco a teatro, alla prima della Manon.
Emma gli accenna ripetutamente di no, scrollando il capo.
Giordano (dall'altra stanza, parlando colla bocca chiusa) Vieni a prenderla prima di pranzo colla carrozza; e stasera la condurrai a teatro.
Finchè la moglie è gentile, Giordano sa di poter essere sgarbato collo zio ministro, e però si sfoga, per mostrare la propria indipendenza, col trattarlo quasi arrogantemente.
Giordano (rivolgendosi dopo un istante a sua moglie, con un tono più sommesso e più affettuoso) E tu farai, almeno per questa volta, come ti dico io. Per guarir presto, ho bisogno, sopra tutto, che tu mi permetta di fare a mio modo. Ho bisogno di quiete, di silenzio assoluto, di dormire, di non mangiare e di non veder nessuno. Ti mando un bacio, cara. Buon giorno, zio!