Sua Eccellenza (avanzandosi) Tuo zio, dunque, ti piace?
Emma (birichina) Moltissimo... colla commenda!
— E allora, perchè sei brava, eccoti il premio. (Le dà la scatola dei dolci e il solito bacio, paterno, sui capelli).
Suo marito le ha ripetuto tante volte che «non c'è pericolo!» Ed Emma, ormai, chiude un occhio, e lo zio continua a prendersi qualche piccola confidenza. Suo marito le ha sempre predicato che non bisogna disgustarlo, anche per un riguardo alla mamma, ed Emma ha finito per lasciarsi fare un po' di corte, ricambiandola con molta civetteria graziosa, briosa, spiritosa. Del resto, con una lezioncina di tanto in tanto, Richelieu si tiene nei limiti, e la sua corte non ha che un eccesso di espansione in fiori, in dolci, in ninnoli. Sua Eccellenza è amabile, galante e di buon umore. È un innamorato che sospira ridendo. Ride anche donna Emma e comincia a divertirsi della corte dello zio, come si diverte e ha preso piacere alla sigaretta. L'una e l'altra, due cose che da ragazza non avrebbe nemmeno potuto provare; due passatempi da maritata e che si risolvono in un po' di fumo, che non dà la tosse a nessuno.
Emma (sdraiandosi sul canapè nel suo cantuccio solito e cominciando a rosicchiar dolci) Sai che Giordano sta poco bene?
Sua Eccellenza (con un'occhiata verso il numero 30) Sempre a cagione del Taine?
Emma (seria) Non scherzare; questo te lo proibisco. Scherza sul Cogoleto quanto vuoi, ma non su mio marito. (Ad alta voce) Ha una guancia un po' gonfia.
— È a letto? Dorme?
— Credo.
Sua Eccellenza si allunga sul canapè, avvicinandosi colla faccia, fissando Emma.