— Probabilissimo. Qui, non ha lasciato nessun ordine.
Il dottore (si volta lentamente per rimontare in carrozza, poi si ferma pensoso, fissando la testa del cavallo) E... come è ritornata da Roma? Bene?... La cera? Buona?...
— Buonissima, quando è arrivata. E ha pranzato anche con appetito! Ma poi, ieri, deve aver preso freddo, deve aver preso un po' di umidità durante il viaggio, si è sentita male, così... verso l'una o le due, e si è messa a letto. Non ha voluto mangiare; non ha voluto veder nessuno. Fortunatamente, il male è passato presto. Stamattina, alle sette, era già in piedi. E si è alzata sola, senza nemmeno chiamare la Carolina. Ha ordinato subito la carrozza e non l'ha voluta aspettare. Con quel freddo è andata avanti, sola, a piedi.
Il dottore (continua a scrollare il capo e a fissare la testa del cavallo) Benedetta tosa! (Poi si leva di tasca una brancata di lettere, di bigliettini, di telegrammi: li guarda: sospira) Tutte visite che avrei dovuto fare stamattina. (Pausa) Sono preso in questi giorni da tutte le parti. Sicuro. Dovrò tornare subito a Milano in fretta e in furia. (Un'altra pausa ancora più lunga) Mah! (Al cocchiere, montando in carrozza) Allora... — Sai, vero?... — Prendi la strada a sinistra, dopo la chiesa, e puoi andare un momento in su, verso Val d'Olona.
Il signor Formenti prende il cavallo per il morso e aiuta il cocchiere a fare la voltata.
Il dottore (in carrozza, sulla strada di Val d'Olona cercando la «Perseveranza» nelle tasche del paltò) Sarà stato appunto un po' di freddo... preso allo stomaco... Benedetta tosa!... Perchè precipitarsi in questo modo a Val d'Olona, senza prima aspettare, consultarmi?.. Carlo è appena imbastito, alla bell'e meglio! Per il momento! Vedersi Emma comparir davanti, improvvisamente, può risentirne una scossa tale, da farlo andare in pezzi un'altra volta. Mah!... E poi, non è il momento questo, nemmeno per Emma, di affaticarsi, di strapazzarsi, di prender freddo. Il cuore!... Il cuore!... (Scrollando il capo e spiegando la «Perseveranza») Il cuore è una bellissima cosa... quando se ne può fare a meno! (Vede sulla «Perseveranza» il grande successo della conferenza di Giordano Mari) Bravo!... (Continuando a leggere) Anche per Emma è una soddisfazione, una grande compiacenza. Chi sa che contentezza!... Che smanie!... Il suo idolo!.. Figuriamoci!... Infatti, è una bella vittoria, tanto più che a Roma, in principio, non ne volevano sapere! Ma, già, è l'invidia, l'interesse, in tutte le professioni!... L'Italia è un paese così fatto, lungo e stretto: quando uno appena si muove o allunga un momento le gambe — tàffete! — tutti gli altri hanno paura di essere buttati in acqua!... (Ride: poi torna serio, ripiegando il giornale) E dire, per altro, che anch'io, a primo aspetto... di questo Giordano... — proprio! — ... non avrei dato nemmeno un soldo! Invece anche la Perseveranza lo porta alle stelle! Emma l'ha indovinata: ha avuto più occhio di noi!.. Brava! (A un tratto strizzando l'occhio per mirare lontano) Eccola là! (Cacciando il capo fuori dello sportello) È in giacchettina!... Con questo freddo! (Sorridendo, diventando rosso per il piacere di rivederla, si alza in piedi nella carrozza, minacciandola colla mano e gridando): Senza la pelliccia!... Benedetta tosa!... (Tirando il cocchiere per il mantello) Ferma! Ferma! (Salta dalla carrozza e corre incontro ad Emma, che gli si butta fra le braccia).
Il dottore (cogli occhi gonfi di lacrime: commosso da quell'abbraccio, da quell'effusione) Vediamo un po'... Vediamo un po', la mia bellezza... Ma sai?... Sembri diventata persino... più grande! (Con due dita sotto il mento, alzandole la faccia) Vediamo... Vediamo la cerina!.. Ma... ma come?.. Sei pallida... Smunta... Hai quegli occhi lividi che non mi piacciono! (Osservandola, scrutandola a lungo) Che cosa vuol dire? Hai forse sospeso l'estratto di china?... Ieri, mi ha detto il signor Formenti, hai preso un po' di freddo — vero? — e sei stata poco bene... Ma, ma, ma... giudizio! giudizio! Specialmente... Da brava... (Mettendosi il braccio di Emma sotto il suo e battendole affettuosamente sulla mano) Ho sentito che... ci sono novità?
Emma (colla voce torbida, concitata) Sì; pur troppo!
Il dottore (fermandosi su due piedi) Pur troppo?
Emma. Non posso esser libera come vorrei! Anche Carlo me lo consiglia, quasi me lo impone!... In faccia al mondo, anche colla mia famiglia, dovrò sopportare, se non la presenza, il nome di quell'uomo che detesto, che odio!... Dio, Dio, come lo odio!