Giordano Mari (continuando)... Ecco dunque, o signori, sopra la pleiade dei pensatori che apersero la via ai tempi nuovi e abbatterono l'antico edificio della tirannide, ecco elevarsi quattro grandi figure d'uomini e di scrittori, i maestri dell'idea nuova, i critici della storia universale: Montesquieu, Voltaire, Diderot, Rousseau...
Donna Fanny (uno dei cappellini rossi, il più straordinario, il più bizzarro e il più parigino, sottovoce ad Emma, indicandole, s'intende, il conferenziere) Guarda che bella mano! In un uomo, dopo i denti, io guardo subito la mano. Molte fanno un gran caso anche dei capelli; per me niente! Basta che non siano rossi!
La signorina Emma: (un visino sentimentale: non si muove, non risponde, forse non ha nemmeno udito quel che ha detto Fanny: ha tutta l'anima negli occhi e gli occhi nel conferenziere).
Giordano Mari (continuando e fissando Emma che egli non ha mai visto, ma i cui occhi neri, intenti, ha subito notato fin dalle prime parole, e se ne serve, come fanno tutti gli oratori, per dirigere ed appoggiare il discorso)... Giganti della ragione i due primi, del sentimento i secondi: tutti egualmente degni della nostra ammirazione riconoscente, poichè, per dirla col nostro immortale Alighieri:
... ad un fine fur l'opere loro.
Fanny (sempre ad Emma e sempre riferendosi al conferenziere) Gli uomini, i biondi, specialmente, stanno benissimo col gilet bianco e la cravatta nera.
La signorina Emma (pallida, quasi smunta per la grande attenzione. Non è mai stata ad una conferenza, non ha mai sentito un uomo parlar tanto e così bene. Quando gli occhi di Giordano Mari si fermano nei suoi, prova un senso strano, quasi penoso, di soggezione, di oppressione, di timidezza vereconda... e quando Giordano Mari non la guarda più, le sembra d'essere rimasta al buio, d'un tratto).
Giordano (appunto: lasciando Emma al buio, per illuminare co' suoi sguardi i giovani letterati)... Montesquieu è il gran signore dello stile e della dialettica; il gentiluomo squisito che con gli eleganti periodi sbaraglia il vecchio esercito dei teologi: Voltaire è lo spirito diffuso, il re delle moltitudini, a cui con la frase limpida e facile rivela quanto di falso e di ridicolo sia nelle più venerate dottrine. Egli che, come fu detto, disinventa Dio, richiama l'uomo al buon senso...
Guido Bardi (un giovane e già illustre poeta che ha scritto delle novelle in prosa, una delle quali sta per essere pubblicata, tradotta in francese, nella Revue Parisienne, a Nino Sebastiani, ma senza voltarsi, senza muoversi, sempre cogli occhi rivolti a donna Fanny, che occhieggia a sua volta, frequentemente) Taine!... Tutta roba del Taine!
Nino Sebastiani (autore drammatico molto applaudito, che non ha mai letto il Taine: contentissimo di averlo imparato a conoscere, risponde a Guido Bardi, anche lui rimanendo immobile e cogli occhi sempre rivolti alla signorina Emma, che non lo guarda mai) Tutta roba del Taine! Tutta la conferenza non è altro che un mosaico di furti... qualificati.