Il dottore. Allora — vuoi? — andremo dopo dalla mamma. (Pausa, fa due o tre passi, conducendo Emma verso Nino Sebastiani, il quale, appena vede il conferenziere entrare nel salone, fa un sospiro di sollievo e, voltando le spalle alla finestra del terrazzo per mostrarsi affatto indifferente con Emma, parla forte e gestisce molto animatamente colla contessina D'Arborio. — Il dottore ad Emma con una strizzatina d'occhi assai espressiva) Dobbiamo sentire anche noi che cosa dice il nostro Nino Sebastiani?

Emma (che ha visto Giordano Mari allontanarsi dal salone con donna Fanny: nervosissima) No. Non seccarmi sempre con quel tuo antipatico Sebastiani! Andiamo dalla mamma!

Il dottore (scrolla il capo, diventa sempre più tenebroso: con un sospiro) Mah!.. (Poi, mentre passano vicino al cavalier Venceslao) La signora Letizia... ti raccomanda di non stancarti troppo. Prendi un bicchierino di Bordeaux, con due dita di Vichy.

Il cavalier Venceslao (calmo, affabile, sorridente) Adesso daremo le Trascrizioni di Liszt sul Don Carlos.

VIII. Durante e dopo le Trascrizioni di Liszt sul Don Carlos e il «Pace, mio Dio!» della Forza del Destino.

Giordano Mari e donna Fanny dietro la stessa portiera che nascondeva prima donna Fanny e Guido Bardi.

Giordano Mari (tenero) Finalmente!

Fanny. Bravo, professore! (Quando è stizzita o vuole scherzare lo chiama sempre professore). Vi ricordate che ci sono anch'io a questo mondo!

Giordano Mari (inchinandosi graziosamente ed osservando con un sorriso di compiacenza e una cert'aria di ricognizione tutto ciò che rivela lo scollo del busto o che lasciano trasparire i veli e le trine) Bellissima!...

Fanny (percuotendolo leggermente sui capelli col ventaglietto lungo, chinese) E... soltanto per lei!