— Lo zio è quasi sempre a Roma.

Giordano Mari (con voce timida, commossa, profonda — un capolavoro — anche perchè sta perdendo sinceramente la testa) Voglia un po' di bene anche a me, signorina!

Emma (diventa rossa, poi pallidissima).

Giordano Mari (supplichevole, umile, implorandola, domandandole scusa) Non ho detto niente! Non ho detto niente! Non mi risponda! Non mi risponda! Non mi mandi via!... Stiamo a sentire. Non parlo più! Che meraviglia di musica!

La voce baritonale del maggiore Costamagna è un po' aspra, un po' sforzata, ma la signorina Emma e Giordano Mari non se ne accorgono e la trovano davvero deliziosa. Emma sente che comincia allora un'altra vita per lei: che non è più la fanciulla di poco prima: sente che essa ormai appartiene a quell'uomo, il quale, fino dal primo momento che le è apparso, l'ha subito dominata, si è impadronito della sua immaginazione e dei suoi sensi... e Giordano Mari, in quel punto, è vinto a sua volta da un desiderio solo, quello di abbracciarla; dal desiderio ardentissimo di quei capelli odorosi, di quel bel corpo flessuoso e candido come giglio. Non fosse la ricca ereditiera; non fosse la nipote di un'Eccellenza, non la bacerebbe ugualmente molto volentieri?.. E per questo egli sente che il suo amore è spontaneo e disinteressato, e che egli dunque ha tutto il diritto di amarla.

Costamagna finisce il Credo: Venceslao ringrazia il pubblico: il buon dottore approfitta del movimento della folla e capita sul terrazzo in punta di piedi.

Il dottore (ad Emma: Giordano Mari si è allontanato a tempo) Ma con l'umidità del giardino, la mia tosa, vuoi anche buscarti un po' di febbre?... Qui! Da brava! (le prende il braccio e lo mette sotto il suo) Andiamo — vero? — dalla mamma!... È un po' nervosina stasera... (sospiro, pausa) non bisogna tenerla agitata. E Sebastiani? (pausa) Hai veduto Sebastiani?

Emma (assai distratta, tenendo dietro coll'occhio a Giordano Mari, che entra nel salone e si avvicina a donna Fanny) No!

Il dottore (osservandola) Non hai la cerina solita... hai le labbra pallide... (toccandole la mano e tastandole il braccio) sei fredda... fredda. Sei stata troppo sul terrazzo senza niente sulle spalle. (Pausa: torna a fissarla, a studiarla) Hai preso — vero? — le cartine di fosfato?

Emma. Sì; le ho prese.